Daniele |
|
| Dove non troverete scritto mai nulla! | |
|
Amo1. Ma
2. che 3. cavolo 4. ne 5. so Odio1. Odiare
2. Crowded places 3. Gli addii 4. Una buona parte della razza umana 5. Odiare Dicono di meSimpatico, Introverso, Timido, Strano
Sogni nel cassettoTrovare qualcosa da fare per non morire di noia | 26 Marzo 2008
ImmaginaImmagina di essere dietro le quinte di un teatro, ed immagina di avere così tante cose da dire che non basterebbero cinque spettacoli. Vorresti urlare al tuo pubblico i problemi che ti affliggono, vorresti che la tua platea, come il migliore amico che avevi da piccolo, ascoltasse i tuoi racconti tristi pronto a consolarti, sentisse le tue risate sonore cariche di allegria. Sei dentro ad un camerino anonimo, con le spalle appoggiate allo schienale di una sedia fredda. I muri bianchi e lo specchio sulla parete danno l’impressione di essere all’interno di un ambiente asettico, quasi ospedaliero. Fissi la luce al neon e pensi a tutto quello che è stato mentre ti infili il costume di scena. Prima di camminare un bambino ha gattonato, e tu hai preparato lo spettacolo, hai provato con i musicisti, hai scritto il copione. In quelle parole stampate su carta c’è un pezzo della tua vita, uno del tuo cuore. Inizi a sentire il pubblico rumoreggiare in platea, infili le scarpe e ripassi le parole che dirai, dalla prima all’ultima, senza chiederti se alle orecchie dei paganti sembreranno un lamento oppure un “buon prodotto”. Senti bussare alla porta:- In scena tra 5 minuti.- Allacci i polsini della camicia, ti prepari a salire sul palco. Se il palco non esistesse ?, se tutto ciò che hai preparato servisse solamente a te, come pretesto per capire che persona sei, che cosa hai concluso nella tua vita? Tutto prenderebbe una piega diversa: le scarpe ed i polsini la tua corazza, il corpo col quale ti presenti agli altri; il copione la tua vita già scritta; il tempo passato a prepararlo i problemi che si sono presentati giorno per giorno. Sali sul palco e guardi in platea: vuota e malinconica. Ci sono migliaia di persone sedute: migliaia di mani che hanno firmato il tuo copione. 24 Marzo 2008
P ho giĆLe nuvole si chiudono con un lamento sopra la città. Affacciato al mio balcone, una tazza di caffè in mano, continuo a guardare il cielo, in attesa della prima goccia di pioggia. Se non ci fossero i rumori delle macchine, delle centraline elettriche, del traffico, sono sicuro che riuscirei già a sentire la prima goccia cadere: Un flebile fischio che viaggia per metri osservando la città che si prepara ad essere bagnata. Forse quella goccia si sente potente, mentre cade fischiando dall’alto. Guarda una madre pronta ad andare a fare la spesa, che prende la macchina invece di andare a piedi come suo solito. Si sente di troppo, vedendo le molte persone che si alzano in fretta dai giardini pubblici. Si vede inutile, urlando mentre cade nell’immenso mare. Ascolto mentre i rumori, prima così veloci e frenetici, rallentano e quasi scompaiono, minacciati dalla pioggia che ovatta la città, ormai solo cornice di un quadro in toni di grigio. La goccia sibila nell’aria e va a posarsi sulla mia mano. Questa volta ne sento il rumore: “Plac”. Osservo il mio indice bagnato per qualche secondo, indeciso se asciugarmi o lanciarmi sotto la pioggia a danzare. Come la batteria in una canzone rock le gocce iniziano a cadere lente, aumentando lentamente la loro velocità e terminando in un tripudio di strumenti. Mi trovo ancora in balcone, seduto su una sedia. Sono fermo ed aspetto che le nuvole vengano dilaniate dallo sparo di un raggio di sole. Passare il tempo quando il tempo sembra non passare: Il mestiere dell’uomo in vacanza. |